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Il maglione di Agnese Renzi e l’odio Social(e)

Il maglione di Agnese Renzi e l’odio Social(e)

Certo che siamo strani noi italiani: con tutti i problemi che ha il nostro Paese, l’oggetto di discussione è diventato il maglione di Agnese Renzi!

Si sa che sui Social l’indignazione è storia quotidiana, ma voglio smontare questa polemica pezzo a pezzo:

LO STILE

Alcuni hanno rimproverato ad Agnese un look poco adeguato ad un’occasione ufficiale (l’annuncio delle dimissioni da Presidente del Consiglio di suo marito Matteo Renzi).

Altri hanno sottolineato che il maglione (in realtà uno smanicato) era stato già indossato al mattino e pertanto andava cambiato.

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Io penso che abbia rispecchiato coerentemente l’immagine di donna semplice (maestra, madre e moglie), che lei stessa ha più volte ribadito con orgoglio.

L’occasione non era delle più felici o delle più mondane e il suo look sembrava dire un rassicurante “torniamo a casa”.

Certo, è una donna non avvezza ai riflettori e piuttosto riservata. Ma francamente, piaccia o no, Agnese Renzi ha sempre rispettato egregiamente il dress code.

I SOLDI

Trovo squallido anche doverne parlare. Ma, visto il livore raggiunto in Rete, val la pena fare qualche osservazione.

Innanzitutto, avere delle ricchezze, se legittimamente guadagnate, non è una colpa. Anzi, può addirittura essere un merito, nei casi di imprenditoria coraggiosa e di successo. Questa è una mia opinione, in generale.

Certo, uno smanicato di circa 700 euro di questi tempi fa impressione, ma che significa? Esistono persone in difficoltà che si indebitano per “fare lusso” e, di contro, persone benestanti che amano l’understatement.

Nel caso di Agnese Renzi, venivano fatti i conti in tasca ad una “semplice maestra”. Ma quale sarebbe il problema se glielo avesse regalato il marito?

E qualcuno ha considerato l’ipotesi che glielo abbia regalato lo stesso stilista? Non è la prima volta che Agnese indossa capi di Ermanno Scervino, anzi. Una bella pubblicità vestire la First Lady italiana, non credete?

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IN GENERALE

Io penso che la moda o il cosiddetto stile stia diventando un metro di giudizio troppo spesso arrogante e di cattivo gusto (paradossale, no?).

Mi spiego meglio: quando tengo dei corsi di formazione, ricordo ai partecipanti che stanno acquisendo gli strumenti per rendere più felici le persone. Non stanno acquisendo un patentino per poter insultare chiunque non sia vestito secondo certi canoni.

L’eleganza non ha bisogno di autoincensarsi o di criticare gli altri. Altrimenti che eleganza è?

Rossella Migliaccio
Consulente di Immagine